15 apr 2026
Come si elimina l'umidità di risalita in un edificio storico senza danneggiare le murature originali?
Le tecniche tradizionali — taglio meccanico, iniezioni di resine, barriere chimiche — sono spesso incompatibili con edifici vincolati. Servono soluzioni non invasive, reversibili, documentabili.
Il Santuario della Madonna dell'Angelo a Caorle è un caso concreto: un edificio del IX secolo, affacciato sul Mare Adriatico, dove dal 2010 è attivo un impianto di deumidificazione muraria Ecodry. A distanza di oltre 14 anni, i dati delle sonde documentano la progressiva riduzione dell'umidità.

Gli edifici storici presentano murature in pietra o mattoni pieni, spessori importanti, fondazioni a diretto contatto con il terreno, assenza di barriere impermeabili. Tutte condizioni che favoriscono la risalita capillare.
Il vincolo storico-architettonico impone però limiti precisi: le tecniche che comportano alterazioni strutturali — taglio, iniezioni, guaine — sono spesso non ammissibili.
Su chiese, santuari, palazzi storici e beni culturali, la tecnologia DIM® è una delle poche soluzioni praticabili: non richiede opere murarie, non altera i materiali originali, può essere rimossa senza lasciare tracce.
La tecnologia DIM® a 4Frequenze (4FReQ) agisce sul fenomeno fisico della risalita capillare. I dispositivi Ecodry emettono impulsi elettromagnetici a bassa frequenza che non agiscono SOLO sulle forze elettriche, ma cambiano la struttura geometrica delle molecole d'acqua, in modo da agire su tutte e tre le forze di risalita: capillare, osmotica ed elettrica, per un intervento completo e ad ampio spettro, favorendo così la discesa dell'umidità in modo naturale verso il terreno.
L'installazione non richiede opere murarie in quanto è una tecnologia non invasiva. In questo caso è stato richiesto anche un servizio di monitoraggio che ha previsto l'applicazione di sonde di profondità per monitorare costantemente l'andamento dell'umidità nel tempo attraverso la misurazione della resistenza elettrica muraria.
Nel Santuario della Madonna dell'Angelo sono stati installati due dispositivi ZETA III: uno in prossimità dell'ingresso, l'altro vicino all'altare, dando priorità alla facciata esposta al mare (maggiormente compromessa).

I tempi dipendono da spessore delle murature, grado di saturazione iniziale, condizioni ambientali, tipologia di materiali. Su edifici storici con murature importanti il processo è più lungo rispetto a costruzioni moderne.
Il vantaggio della tecnologia Ecodry è la possibilità di documentare l'andamento attraverso il monitoraggio continuo. I dispositivi ZETA III registrano quotidianamente i valori di resistenza elettrica: al diminuire dell'umidità, aumenta la resistenza.
Come si evince dal grafico la linea di tendenza mostra la crescita costante dei valori, corrispondente alla progressiva riduzione dell'umidità. Le oscillazioni stagionali — valori più bassi in estate, più alti in inverno — sono normali e dovute all'influenza di temperatura e umidità ambientale.

Le seguenti immagini mostrano il recupero progressivo di alcune pareti del Santuario di Caorle al momento dell'installazione della soluzione Ecodry e nel 2024.


Sì. Alla normale risalita capillare si aggiungono fattori aggravanti tipici delle zone costiere:
Il Santuario della Madonna dell'Angelo sorge su un promontorio esposto a scirocco e bora, direttamente sul Mare Adriatico. In questo contesto il monitoraggio continuo è ancora più importante: permette di verificare che il processo di deumidificazione proceda correttamente nonostante le condizioni sfavorevoli.
La tecnologia DIM® 4Frequenze elimina la causa del problema — la risalita capillare — ma non ripara i danni già presenti sulle superfici. Efflorescenze saline, distacchi di intonaco, macchie richiedono interventi di restauro tradizionale.
Nel Santuario della Madonna dell'Angelo la Parrocchia ha avviato un progetto di restauro delle superfici interne, tuttora in corso. Le immagini documentano il recupero progressivo: dove prima c'erano segni evidenti di degrado, oggi le pareti appaiono risanate.
È l'approccio corretto: tecnologia Ecodry per bloccare la causa, restauro tradizionale per gli effetti. Solo così i risultati durano nel tempo.
Le origini del Santuario risalgono al VI-VII secolo, quando i primi profughi da Concordia edificarono una piccola chiesa in legno dedicata a San Michele Arcangelo. Fu probabilmente il primo edificio religioso di Caorle.
La struttura attuale, a navata unica, è del 1751: una ricostruzione resasi necessaria dopo che la vecchia basilica a tre navate, logorata da secoli di esposizione al mare, era diventata inagibile. Nel 1727 una violenta mareggiata invase l'intera cittadina, ma l'acqua — racconta la tradizione — non riuscì a penetrare nel Santuario.

La leggenda vuole che alcuni pescatori trovarono una statua della Madonna galleggiare in mare su un piedistallo di marmo. Solo un gruppo di bambini riuscì a portarla in salvo. Da quel giorno il santuario porta il nome di Madonna dell'Angelo.

Ogni anno migliaia di pellegrini arrivano da tutta Italia per visitare questo luogo. Proteggere le sue murature dall'umidità significa preservare un pezzo di identità collettiva che appartiene a Caorle e all'intera comunità adriatica.
Per informazioni sulla tecnologia Ecodry applicata a edifici storici e vincolati, e per sopralluoghi contattaci.